Nel 1701 Vincenzo Poschi, nobile pisano, innalzava e abbelliva questa residenza di campagna, come recita la lapide che il fondatore pose sulla facciata posteriore a memoria dell’evento. La villa, nata per il soggiorno estivo della famiglia Poschi che in Pisa possiede il palazzo residenziale, si inserisce in un ampio programma di ripresa edilizia che nel Settecento investe la campagna pisana.

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In questa dimora, gli spazi interni sono disegnati seguendo le regole della simmetria in funzione della praticità.


Clicca per Ingrandire >>Le stanze del piano terreno si affacciano su un corridoio, quelle dei pianoi superiori comunicano con il vano delle scale. Alle decorazioni è affidato il compito di ingentilire la salda struttura architettonica. Il tipo di ornato cambia in ogni ambiente. Nel salone del piano terreno domina il gusto neoclassico. Al vedutismo settecentesco, invece, è dedicato il salone del piano superiore, dove alcuni paesaggi tratti dal vero si mescolano ad altri che il pittore copia dalle stampe del tempo.





Clicca per Ingrandire >>Il “roviniamo” di derivazione archeologica è interpretato nella veduta marina suggerita dalle immagini del porto livornese e in alcuni paesaggi in cui è difficile trovare una rispondenza con le vedute dal vero dei paesi vicini.